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News dello studio

gen4

04/01/2019

Contenuto obbligatorio della fattura

Il Legislatore comunitario, al fine di armonizzare il contenuto dei documenti volti a certificarele operazioni rilevanti ai fini Iva, nell’ottica della crescente internazionalizzazione delleeconomie

feb22

22/02/2018

Liquidazione periodica del IV° trimestre: invio entro il 28 febbraio

Entro il prossimo 28 febbraio i soggetti passivi Iva mensili e trimestrali “speciali” devono inviare i dati delle/a liquidazioni/e periodiche/a Iva dell’ultimo trimestre

News

feb21

21/02/2019

Bilancio, CNDCEC: possibile il rinvio dell'approvazione

Le novità previste dalla legislazione

feb21

21/02/2019

Archivio Comuni e Stati esteri: nuovi codici

Nuovo aggiornamento per l’Archivio Comuni

feb21

21/02/2019

Equo compenso, via libera alla disciplina dalla regione Lazio

Arriva dalla Regione Lazio l’approvazione

Contenuto obbligatorio della fattura

04 gennaio 2019

Il Legislatore comunitario, al fine di armonizzare il contenuto dei documenti volti a certificare
le operazioni rilevanti ai fini Iva, nell’ottica della crescente internazionalizzazione delle
economie e dello sviluppo del commercio elettronico, ha definito il contenuto minimo
obbligatorio della fattura.


La Direttiva 2006/112/CE ha dato, inoltre, facoltà agli Stati membri di ampliare l’elenco degli
elementi da indicare in fattura, in ogni caso salvaguardando il principio della proporzionalità
degli obblighi imposti al soggetto passivo nazionale rispetto agli altri operatori comunitari.
L’articolo 21, comma 2, D.P.R. 633/1972 dispone che la fattura contiene le seguenti
indicazioni:

  • data di emissione;
  • numero progressivo che la identifichi in modo univoco;
  • ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del
    soggetto cedente o prestatore, del rappresentante fiscale nonché ubicazione della
    stabile organizzazione per i soggetti non residenti;
  • numero di partita Iva del soggetto cedente o prestatore;
  • ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del
    soggetto cessionario o committente, del rappresentante fiscale nonché ubicazione
    della stabile organizzazione per i soggetti non residenti;
  • numero di partita Iva del soggetto cessionario o committente ovvero, in caso disoggetto passivo stabilito in un altro Stato membro dell'Unione Europea, numero di identificazione Iva attribuito dallo Stato membro di stabilimento; nel caso in cui il cessionario o committente residente o domiciliato nel territorio dello Stato non agisce nell’esercizio d’impresa, arte o professione, codice fiscale;
  • natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi formanti oggetto dell’operazione; dal 1° luglio 2019, per effetto dell’entrata in vigore dell’articolo 11, D.L. 119/2018, data in cui è effettuata la cessione di beni o la prestazione di servizi ovvero data in cui è corrisposto in tutto o in parte il corrispettivo, sempreché tale data sia diversa dalla data di emissione della fattura;
  • corrispettivi ed altri dati necessari per la determinazione della base imponibile,
    compresi quelli relativi ai beni ceduti a titolo di sconto, premio o abbuono di cui
    all’articolo 15, comma 1, n. 2), D.P.R. 633/1972;
  • corrispettivi relativi agli altri beni ceduti a titolo di sconto, premio o abbuono;
    aliquota, ammontare dell’imposta e dell’imponibile con arrotondamento al centesimo
    di euro;
  • data della prima immatricolazione o iscrizione in pubblici registri e numero dei
    chilometri percorsi, delle ore navigate o delle ore volate, se trattasi di cessione
    intracomunitaria di mezzi di trasporto nuovi, di cui all’articolo 38, comma 4, D.L.
    331/1993;
  • annotazione che la stessa è emessa, per conto del cedente/prestatore, dal
    cessionario/committente ovvero da un terzo.

Si ricorda, inoltre, che:
le autofatture emesse dal cessionario/committente devono riportare l’annotazione
“autofatturazione” (articolo 21, comma 6-ter, D.P.R. 633/1972),
in caso di inversione contabile, l’articolo 17, comma 5, D.P.R. 633/1972 stabilisce che
la fattura emessa dal cedente/prestatore deve recare l’indicazione “inversione contabile”
e l’eventuale specificazione della norma di riferimento.


In caso di applicazione del meccanismo dello “split payment”, di cui all’articolo 17-ter, D.P.R.
633/1972, in base al quale l’Iva applicata dal cedente/prestatore in sede di emissione della
fattura è versata all’Erario dall’ente pubblico cessionario/committente, l’articolo 2, comma 1,
D.M. 23 gennaio 2015 dispone che in fattura sia riportata l’annotazione “scissione dei
pagamenti”.

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